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Quota 100 e quota 41: possibili novità sul fronte pensioni

quota 100 pensioni 5 Giu

Quota 100 e quota 41: possibili novità sul fronte pensioni

Cosa sono Quota 100 e Quota 41 e come potrebbe cambiare la legge sulle pensioni

Quota 100 e quota 41. Quello delle pensioni è uno dei temi caldi del nuovo governo M5S-Lega. Anche nel contratto di Governo si è fatto esplicito riferimento ad una possibile riforma del sistema pensionistico italiano e, dunque, della Legge Fornero.

Tra le ipotesi al vaglio ce n’è una che starebbe riscuotendo consensi anche tra i sindacati. L’idea è quella di permettere il pensionamento a soggetti per i quali la somma dell’età anagrafica e del numero di anni di contributi versati sia pari almeno a 100.

Il limite minimo anagrafico sarebbe di 64 anni. Quello minimo dei contributi di 36 anni. Si sta, però, studiando anche un’altra alternativa, vale a dire la quota 41. Ma cosa significa quota 41? In poche parole, basterebbe superare i 41 anni e mezzo di contributi, indipendentemente dall’età, per avere diritto alla pensione.

Secondo l’esperto di previdenza Alberto Brambilla, ci sarebbe una spesa annua di 5 miliardi con questa nuova formula delle quote 100 e 41. Attenzione, però, anche ad altri aspetti. Infatti, da una prima stima, andare in pensione a 64 anni con la quota 100 potrebbe causare un taglio dell’assegno all’incirca dell’8%. In poche parole, ci sarebbe la possibilità di uscire prima dal mondo del lavoro ma, nel contempo, di avere un assegno mensile più basso.

Chiaramente, siamo ancora nella fase embrionale della nuova formula pensionistica. Già nei prossimi mesi potrebbero esserci novità. Noi di TutelaConsumatore vi terremo aggiornati.

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